
che potrà farne l’uso che preferisce: dal riadattamento per servizi sociali di svariata natura,
all’avviamento di piccole attività come ad esempio facilitazioni significative per sostenere
l’avviamento di centri estetici, o sartorie, o studi dentistici, o laboratori teatrali e artistici, o
spazi sperimentali per nuovi lavori, o assemblaggi o sale prove per musicisti, oppure
potranno essere convertiti in strutture con servizi per anziani autosufficienti ma con
motivazioni tali da non voler vivere isolati o soli, oppure potranno essere utilizzati come
capannoni per accumulare e gestire beni donati per eventuali catastrofi locali e non, o per
accogliere quei migranti che si trovano nella difficilissima fase di transizione e uscita
dall’accoglienza che prevede che possano restare nelle strutture finché sono in attesa dei
documenti, ma che dal momento stesso in cui hanno questi anelati documenti debbano
trovare istantaneamente, grazie a una non meglio identificata bacchetta magica, alloggio e
lavoro...eh, già: perché è logicissimo che si possa trovare alloggio prima di avere in tasca
la somma necessaria per pagarlo...e ovviamente qualsiasi datore di lavoro pagherà
anticipatamente almeno 2 mensilità a chiunque glielo chieda!!
Quando vedo alcune di queste strutture grandi e quasi completamente sane, vuote, mi
piace pensare a una centralizzazione di certi servizi come le multiofficine, che vanno dal
meccanico, al gommista, al carrozziere, passando per l’elettrauto e magari lo sportello
ACI, oppure la centralizzazione di alcuni tipi di uffici, ma ancora di più mi piacerebbe veder
assegnate nello stesso edificio le sedi dei partiti di tutti gli schieramenti, con politici
praticamente obbligati ad acquisire e elargire lezioni di civiltà e convivenza...
Restano ancora due colpi al cuore per me, quando vado in giro: le case abbandonate
diciamo così “di città” e i cascinali delle campagne.
Vedo, di tanto in tanto, case bellissime, villette magari in stile liberty o semplici case anni
’60 evidentemente disabitate.
Passato un po’ di tempo...eccole, le stesse case...cominciano a sfondarsi i tetti,
cominciano a crollare, e rimangono lì, testimoni di qualcosa che non riesco a indovinare...
Ma mettendo insieme discorsi generici e pescati da più parti, si aprono ipotesi su ipotesi:
dalle case ereditate i cui eredi non si sono messi d’accordo, case ereditate i cui eredi non
hanno disponibilità economica sufficiente per prendersene cura e che magari sognano
“che un giorno...”, case abusive, mai condonate che non possono essere usate ma che
non vanno nemmeno giù, continuando a occupare inutilmente volume sulla Terra, case
che attendono il ritorno di figli che non torneranno mai, case che “piuttosto che
svenderla...” e intanto vanno giù a pezzi, case che attendono di crollare perché non
interessano a nessuno e... “poi magari vendo il lotto”, case che non hanno eredi e
passano allo Stato ma solo dopo vent’anni e intanto...muoiono...Ma la cosa più triste -