
maestre del nido, non potrà mai sostituire il legame fondamentale e formativo che c’è nei
primissimi anni di vita tra la mamma e i propri figli!
O anche, meno visceralmente, la più brava delle collaboratrici domestiche, non potrà mai
sapere che quel tal soprammobile, o quadro, o paio di pantaloni ha per noi un valore
affettivo inestimabile da essere praticamente sacro!
Inoltre è un paradosso non avere tempo per crescere come persone o come famiglie:
quando tutti si è occupati fuori casa senza un momento comune per incontrarsi, per stare
insieme, e come si sostengono i legami familiari? Come si rafforza un nucleo di estranei di
passaggio in un alloggio comune? Ci si preoccupa sempre dei più piccoli, è naturale ed è
anche vero che molto della persona si forma nella più tenera età, ma agli adolescenti
sembra non pensare mai nessuno.
E’ vero che sono inafferrabili, spesso incomprensibili, mutevoli, umorali, sconclusionati o
troppo rigidi nell’interpretare il loro personaggio, ma è anche vero che dovrebbe sempre
esserci qualcuno ad accoglierli o raccoglierli quando crescere diventa per loro troppo
difficile.
Mi sembra già di sentirli, i commenti: ma dai, i giovanissimi d’oggi sanno benissimo cosa
vogliono e soprattutto quello che non vogliono, in particolare i genitori fra i piedi. Ti faccio
notare che sono anche troppo svegli!
Ineccepibile. Ineccepibile e vero. Ma noi che sulla nave pirata ci siamo tutte le settimane,
sappiamo bene che per ogni bordeggio c’è poi la nostra baia in cui rigenerarci!
Trovo che, adolescenti o no, dovrebbe essere ritenuto fondamentale avere un tempo
privato, uno stand by, un tesoro di tempo potenzialmente disponibile per essere presenti
con la mente, con il cuore, con le parole e anche con i silenzi, se servono, ma un tempo
reale e non sbocconcellato tra i mille impegni, tra i mille ruoli, tra le mille preoccupazioni di
una sopravvivenza così inarrestabile da non lasciarci nemmeno il tempo di mettere in
archivio le nostre quotidiane esperienze, figuriamoci la loro elaborazione!
Ma dove stiamo correndo, tutto il giorno?
Per cosa?
Abbiamo ancora quel bene che un tempo si chiamava Vita?
O sono solo io a vedere persone che rincorrono costantemente i propri impegni e i propri
doveri pratici ed economici?
Quando una donna, parlo di donne, per forza, in quanto tale mi è più noto il nostro vissuto,
si alza alla mattina e deve già iniziare a correre, prima per sistemare se stessa perché un
bell’aspetto è imprescindibile, poi la colazione e magari i letti o la lavastoviglie, a seconda
dell’età e del numero, preparare i bambini e poi fuori di corsa mentre si sta ancora
infilando una scarpa e controllando qualcosa sul telefono, servizio taxi per i cuccioli di